ATTO COSTITUTIVO E STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE ARCI FORMAZIONE

logo_Arci_FormazioneDEFINIZIONI E FINALITÀ

Art. 1 L’associazione ARCI Formazione è un centro di vita culturale e associativa, autonomo, pluralista, apartitico, democratico e progressista.

Non persegue finalità di lucro ed in quanto aderente all’ARCI è una associazione di promozione sociale.

Art. 2 Lo scopo principale dell’associazione è promuovere socialità e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri soci come dell’intera comunità, realizzando attività socioculturali e ricreative.

Tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali, ricreative e formative e tutti quelli in cui si può dispiegare una battaglia civile contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine forzata, sono potenziali settori di intervento dell’associazione.

L’associazione, per il raggiungimento dei suoi propri scopi sociali, potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari, creditizie e finanziare che riterrà opportune.

Per la realizzazione dei fini sociali l’Associazione si avvale del contributo volontario degli associati secondo le loro attitudini e professionalità, è riconosciuto loro il diritto ad eventuali rimborsi spese.

L’Associazione può ricorrere, retribuendolo, a personale dipendente, liberi professionisti o associati, in base a quanto previsto dall’articolo 18 della Legge 383/2000 e dalle norme in materia.

I  SOCI

Art. 3 Il numero dei soci è illimitato. Può diventare socio chiunque si riconosca nel presente statuto e abbia compiuto il diciottesimo anno di età; indipendentemente dalla propria identità sessuale, nazionalità, appartenenza etnica, politica e religiosa. I minori di anni diciotto possono assumere il titolo di socio solo previo consenso dei genitori e comunque non godono del diritto di voto in assemblea. Agli aspiranti soci sono richiesti l’accettazione e l’osservanza dello statuto e il rispetto della civile convivenza. Lo status di socio una volta acquisito, ha carattere permanente, e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo articolo 8. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.

Art. 4 Gli aspiranti soci devono manifestare la volontà di iscriversi e di accettare ed attenersi allo statuto, al regolamento interno e alle deliberazioni degli organi sociali.

Art.  5 È compito del Consiglio Direttivo, ovvero di uno o più consiglieri da esso espressamente delegati verificare che gli aspiranti soci siano in possesso dei requisiti previsti.

In attesa dell’istruttoria all’aspirante socio viene comunque consegnata la tessera sociale di ARCI Nuova Associazione e consentita la partecipazione alle attività; i suoi dati saranno conservati con ogni cura.

Art. 6

I soci hanno diritto a:

– frequentare e partecipare a tutte le iniziative e alle manifestazioni promosse dall’associazione;

– a riunirsi in assemblea per discutere e votare;

– a discutere ed approvare i rendiconti;

– ad eleggere ed essere eletti membri degli organismi dirigenti.

Art.  7

Il socio è tenuto al pagamento annuale della quota sociale, al rispetto dello statuto e del regolamento interno, all’osservanza delle delibere degli organi sociali, nonché al mantenimento di irreprensibile condotta civile e morale nella partecipazione alle attività dell’associazione e nella frequentazione della sede.

La quota sociale rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante al sostegno economico del sodalizio, non costituisce pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, non è in nessun caso rimborsabile o trasmissibile.

Art.  8

La qualifica di socio si perde per:

– decesso;

– mancato pagamento della quota sociale;

– dimissioni presentate per iscritto al Consiglio Direttivo;

– espulsione o radiazione.

Art.  9

Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti del socio, mediante, a seconda della gravità dell’infrazione commessa, il richiamo scritto, la sospensione temporanea o l’espulsione o radiazione, per i seguenti motivi:

– inosservanza delle disposizioni dello statuto, di eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi sociali;

– denigrazione dell’associazione, dei suoi organi sociali, dei suoi soci;

– l’attentare in qualche modo al buon andamento dell’associazione, ostacolandone lo sviluppo e perseguendone lo scioglimento;

– il commettere o provocare gravi disordini durante le assemblee;

– appropriazione indebita dei fondi sociali, atti, documenti od altro di proprietà dell’associazione;

– l’arrecare in qualunque modo danni morali o materiali all’associazione, ai locali ed alle attrezzature di sua pertinenza. In caso di dolo, il danno dovrà essere risarcito.

Art.  10

Contro ogni provvedimento di sospensione o radiazione, è ammesso il ricorso al Presidente entro trenta giorni, sul quale decide in via definitiva la prima Assemblea dei Soci.

PATRIMONIO SOCIALE E RENDICONTAZIONE

Art. 11

Il patrimonio sociale dell’associazione è indivisibile ed è costituito da:

– beni mobili ed immobili di proprietà dell’associazione;

– contributi, erogazioni e lasciti diversi;

– fondo di riserva.

Art. 12

L’esercizio sociale si intende dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno. Di  esso deve essere presentato un rendiconto economico e finanziario all’assemblea dei soci entro il 30 Aprile dell’anno successivo.

Ulteriore deroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento.

Il rendiconto dell’esercizio dovrà evidenziare in modo analitico i costi ed i proventi di competenza, nonché la consistenza finanziaria e le poste rettificative che consentano di determinare la competenza dell’esercizio.

Art. 13

La previsione e programmazione economica dell’anno sociale successivo è deliberata dall’Assemblea con attinenza alla formulazione delle linee generali di attività dell’associazione.

Art. 14

Sono previsti la costituzione e l’incremento del fondo di riserva. L’utilizzo del fondo di riserva è vincolato alla decisione dell’assemblea dei soci. Il residuo attivo di ogni esercizio non può essere distribuito, anche in modo indiretto, e sarà devoluto in parte al fondo di riserva, per il rimanente sarà tenuto a disposizione dell’iniziative consone agli scopi di cui all’art.2 e per nuovi impianti ed attrezzature.

L’ASSEMBLEA E IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 15

Partecipano all’assemblea generale dei soci tutti i soci che abbiano provveduto al versamento della quota sociale almeno 8 giorni prima della data di svolgimento dell’assemblea stessa.

Le riunioni dell’assemblea vengono ordinariamente convocate a cura del consiglio direttivo tramite avviso scritto, contenente la data e l’ora di prima e seconda convocazione e l’ordine del giorno, da esporsi in bacheca almeno otto giorni prima, e da inviare ad ogni socio.

Art. 16

L’assemblea generale dei soci può essere convocata in via straordinaria dal Consiglio direttivo o dal Presidente per motivi che esulano dall’ordinaria amministrazione, nei casi previsti dagli artt. 18 e 28, ed ogni qual volta ne faccia richiesta motivata il sindaco revisore o almeno un quinto dei soci aventi diritto al voto.

L’assemblea dovrà aver luogo entro venti giorni dalla data in cui viene richiesta, e delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.

Art. 17

L’assemblea è regolarmente costituita alla presenza della metà più uno dei soci con diritto di voto, e delibera a maggioranza assoluta dei voti di questi ultimi.

In seconda convocazione, invece, l’assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti, e delibera sulle questioni poste all’ordine del giorno, salvo le eccezioni di cui all’art. 18.

Non sono ammesse deleghe nelle assemblee e nelle elezioni.

Art. 18

Per deliberare sulle modifiche da apportare allo statuto o al regolamento proposte dal consiglio direttivo o da almeno 1/5 dei soci, è indispensabile la presenza di almeno 1/3 dei soci presenti con diritto di voto, ed il voto favorevole di almeno tre quinti dei partecipanti (oppure non è ammessa la validità della maggioranza in seconda convocazione, perciò è indispensabile la presenza della maggioranza assoluta dei soci aventi diritto al voto).

Per delibere riguardanti lo scioglimento o la liquidazione dell’associazione, valgono le norme di cui all art. 28.

Art. 19

L’assemblea è presieduta da un presidente e da un segretario eletto in seno alla stessa.

Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto quando ne faccia  richiesta un decimo dei soci presenti con diritto di voto.

Per l’elezione degli organi sociali la votazione avviene a scrutinio segreto secondo le modalità previste dal regolamento. Le deliberazioni assembleari e gli atti verbalizzati vengono esposti all’interno della sede sociale durante i quindici giorni successivi alla loro formazione, e restano successivamente agli atti a disposizione dei soci per la consultazione.

Art. 20

L’assemblea generale dei soci, nei termini di cui all’ultimo comma dell’art. 6:

– approva le linee generali del programma di attività;

– approva il rendiconto annuale;

– delibera sulla previsione e programmazione economica dell’anno sociale successivo;

– elegge gli organismi direttivi (consiglio direttivo, collegio dei sindaci revisori, collegio dei probiviri) alla fine di mandato o in seguito alle dimissioni degli stessi, questo votando a scrutinio segreto la preferenza ai nominativi scelti tra i soci fino ad un numero uguale a quello dei componenti per ciascun organismo. In caso di parità di voti all’ultimo posto utile, sarà eletto il socio con la maggiore anzianità di iscrizione all’associazione.

– nel caso di cui sopra, discute la relazione del Consiglio uscente e l’indirizzo programmatico del nuovo mandato; elegge una commissione elettorale composta da almeno tre membri che controllino lo svolgimento delle elezioni e firmi gli scrutini.

– delibera su tutte le questioni attinenti la gestione sociale.

GLI ORGANISMI DIRIGENTI

Art. 21

Il consiglio direttivo viene eletto dall’assemblea dei soci e dura in carica tre anni. È composto da tre consiglieri. Tutti i consiglieri sono rieleggibili.

Art. 22                                                                                                           

Il consiglio direttivo nell’ambito delle proprie funzioni può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell’attività di cittadini non soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando ritenuto indispensabile, specifici rapporti professionali, nei limiti delle previsioni economiche approvate dall’assemblea.

Art. 23

Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno:

– il Presidente: ha la rappresentanza legale dell’associazione ed è responsabile di ogni attività dello stesso. Convoca e presiede il consiglio. Il vice presidente coadiuva il Presidente e, in caso di assenza ed impedimento di questi, ne assume le mansioni.

– il segretario: cura ogni aspetto amministrativo dell’associazione; redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il presidente; presiede il Consiglio in assenza del Presidente e ne esercita le funzioni.

Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività dell’associazione.

Art . 24

Compiti del consiglio Direttivo sono:

– eseguire le delibere dell’Assemblea;

– formulare i programmi di attività sociale sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;

– predisporre tutti gli elementi utili all’assemblea per la previsione e programmazione economica dell’ anno sociale;

– deliberare circa l’ammissione dei Soci; può delegare allo scopo uno o più Consiglieri;

– deliberare circa le azioni disciplinari nei confronti dei Soci;

– stipulare tutti gli atti e i contratti inerenti le attività sociali;

– curare la gestione di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà dell’associazione o ad esso affidati;

– decidere le modalità di partecipazione dell’associazione alle attività organizzate da altre associazioni ed enti e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del presente statuto;

– presentare all’Assemblea, alla scadenza del proprio mandato, una relazione complessiva sull’attività inerente il medesimo.

Art. 25

Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma una volta al mese, in un giorno prestabilito senza necessità di ulteriore avviso, e straordinariamente quando ne facciano richiesta almeno tre Consiglieri, o su convocazione del Presidente.

Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei consiglieri, e le delibere sono approvate a maggioranza assoluta dei voti dei presenti.

Le votazioni normalmente sono palesi, possono essere a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto anche da un solo consigliere. La parità di voti comporta la reiezione della proposta.

Delle deliberazioni viene redatto verbale a cura del segretario che lo firma insieme al Presidente. Tale verbale è conservato agli atti ed è a disposizione dei Soci che richiedano di consultarlo.

Art. 26

I Consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia ordinarie che straordinarie. Il Consigliere, che ingiustificatamente non si presenta a tre riunioni consecutive, decade. Decade comunque il Consigliere dopo sei mesi di assenza dai lavori del Consiglio.

Il Consigliere decaduto o dimissionario è sostituito, ove esista, dal Socio risultato primo escluso all’elezione del Consiglio; diversamente, a discrezione del Consiglio. La quota massima di sostituzioni è fissata in un terzo dei componenti originari; dopo tale soglia, il Consiglio Direttivo decade. Il Consiglio Direttivo può dimettersi quando ciò sia deliberato dai 2/3 dei Consiglieri. Il Consiglio decaduto o dimissionario è tenuto a convocare l’assemblea indicendo nuove elezioni entro quindici giorni.

Art. 27

Il collegio dei sindaci revisori, se costituito, è composto da tre membri ed ha il compito di controllare tutta l’attività amministrativa e finanziaria dell’associazione, nonché di verificare l’attuazione delle delibere del consiglio direttivo. Relaziona al consiglio direttivo e all’assemblea. Si riunisce ordinariamente almeno tre volte l’anno, e straordinariamente ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata uno dei suoi membri o il consiglio direttivo.

I sindaci revisori hanno il diritto di assistere alle sedute con voto consultivo.

Le cariche di consigliere e sindaco revisore sono incompatibili fra di loro.

SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE E DISPOSIZIONI FINALI

Art. 28

La decisione motivata di scioglimento dell’associazione deve essere presa da almeno i quattro quinti dei soci aventi diritto al voto, in un’assemblea valida alla presenza della maggioranza assoluta dei medesimi.

Ove non sia possibile raggiungere tale maggioranza nel corso di tre successive convocazioni assembleari, ricorrenti a distanza di almeno venti giorni, di cui l’ultima adeguatamente pubblicizzata a mezzo stampa, lo scioglimento potrà comunque essere deliberato.

L’assemblea stessa decide sulla devoluzione del patrimonio residuo, dedotte le eventuali passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente statuto, ad altra Associazione con finalità analoghe e comunque per scopi di utilità generale, in conformità con quanto previsto all’art. 111, comma quinquies, lett. b) del D.P.R. n. 917/96, procedendo alla nomina di uno o più liquidatori scegliendoli preferibilmente fra i soci.

Art. 29

Per quanto non previsto dallo statuto o dal regolamento interno, decide l’assemblea a norma del codice civile e delle leggi vigenti.

Livorno, 24 Marzo 2009

 

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